
Packrafting: la storia di una barca nello zaino
Immagina di poter camminare per giorni in territori selvaggi fino a raggiungere un lago o un fiume isolato. Poi, senza fatica, tirare fuori una piccola barca dal tuo zaino e continuare l’avventura sull’acqua. Questo è il sogno del packrafting, e la sua storia è altrettanto affascinante quanto le acque che naviga.
Il genio visionario: Peter Halkett
Negli anni 1840, il giovane ufficiale inglese Peter Halkett ebbe un’idea rivoluzionaria: un’imbarcazione leggera che da sgonfia diventava mantello o telo da terra. Pensata per l’esplorazione artica, questa “barca nello zaino” combinava portabilità, leggerezza e versatilità.
“La semplicità è l’arte della libertà. Una barca che puoi indossare è la libertà incarnata.” – Peter Halkett

Foto del Halkett boat esposto al National Maritime Museum
Il silenzio e le imbarcazioni di fortuna
Per quasi un secolo, l’idea di Halkett sembrò dimenticata. Le imbarcazioni gonfiabili erano grandi e pesanti, destinate a scopi militari o di salvataggio. Tuttavia, alcuni avventurieri non si arresero: zattere militari di sopravvivenza e piccoli gonfiabili da aviazione vennero usate per attraversare fiumi, laghi alpini e canyon remoti.
1952: Dick Griffith e l’Alaska
Nel 1952, Dick Griffith utilizzò un’imbarcazione di sopravvivenza dell’aviazione per discendere il fiume Urique, nel Copper Canyon in Messico. Questa fu la prima documentazione di packrafting su acque tecniche. Griffith portò poi l’uso in Alaska, dove la combinazione di trekking e navigazione divenne fondamentale per esplorare bacini idrografici remoti.

Dick Griffith packraft storico
Gli anni ’70: nasce il nome “Pack Raft”
Negli anni ’70, American Safety Equipment vide il potenziale delle piccole barche portatili e cercò di commercializzarle. Il termine “Pack Raft” comparve ufficialmente sulle riviste Backpacker e Popular Mechanics, dando visibilità alla pratica.
“Finalmente, un nome per la libertà di camminare e remare.” – Pubblicità American Safety Equipment, 1975


Annuncio Pack Raft anni 70



Gli anni ’80: Curtis, Sherpa e la rivoluzione in Alaska
Negli anni ’80, aziende come Curtis Designs e i modelli Sherpa portarono il packrafting a un livello superiore, con materiali più resistenti e fondi rinforzati. In Alaska, il packraft divenne uno strumento chiave per le spedizioni, e dal 1982 fu parte regolare della Alaska Mountain Wilderness Classic, gara estrema di trekking e navigazione combinati.
Europa e il “quasi-packrafting”
Negli anni ’60 e ’70, esploratori in Italia, Germania e nell’Est Europa iniziarono a usare piccole imbarcazioni gonfiabili per canyon e laghi alpini. Non avevano ancora il nome “packraft”, ma seguivano lo stesso spirito: portabilità, leggerezza e libertà di movimento.

Packrafting Europa anni 70
Gli anni ’90 e la rinascita moderna
Negli anni ’90, il packrafting attraversa un periodo difficile: pochi modelli, materiali limitati e produzione ridotta. Ma all’inizio del nuovo millennio tutto cambia: tessuti più resistenti, Dyneema, TPU e camere d’aria robuste permettono di costruire packraft leggeri, sicuri e adatti a rapide, fiumi e laghi di tutto il mondo.
“Ogni volta che apro il mio packraft sul bordo di un corso d’acqua isolato, continuo una tradizione lunga quasi due secoli.” – Packrafter moderno

Conclusione
La storia del packrafting è una storia di ingegno, avventura e passione per la libertà. Da Halkett a Griffith, dai primi annunci pubblicitari agli Sherpa Packraft, fino ai modelli moderni, questa piccola imbarcazione ha trasformato l’esplorazione della natura selvaggia.
Oggi, chiunque può vivere l’avventura a piedi e in acqua, con un semplice zaino sulle spalle e una barca pieghevole pronta a solcare fiumi e laghi remoti.

Se anche tu sei affascinato/a da questo mondo e vuoi imparare a muoverti in sicurezza tra fiumi e laghi, sappi che ho la qualifica per insegnare il packrafting rilasciata dalla federazione rafting italiana (firaft). Posso guidarti passo dopo passo, aiutandoti a scoprire tutte le tecniche necessarie per affrontare questa attività in modo divertente e sicuro. Sei pronto/a immergerti in questa avventura, non esitare a contattarmi: insieme potremmo vivere esperienze uniche e indimenticabili.


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